I gruppi di auto-aiuto

Quan­ti sof­fro­no dei disa­gi per l’ansia e la depres­sio­ne, han­no note­vo­li dif­fi­col­tà a comu­ni­ca­re il loro vis­su­to, per­ché se non si ha l’esperienza per­so­na­le di quel­lo sta­to di “malin­co­nia” che ti toglie ener­gie e volon­tà si adde­bi­ta alla per­so­na depres­sa una volu­ta man­can­za di rea­zio­ne, la fra­se più comu­ne è: rea­gi­sci tut­to dipen­de da te, cosa hai non ti man­ca nien­te… Que­ste paro­le feri­sco­no il depres­so che ha già una bas­sa auto­sti­ma e lo por­ta­no a non par­la­re con nes­su­no, l’alternativa e che con­fes­sa­re la pro­pria depres­sio­ne ven­ga eti­chet­ta­to come “è un depres­so” con tut­to un insie­me di signi­fi­ca­ti nega­ti­vi­che com­por­ta­no sot­to­va­lu­ta­zio­ni in real­tà non giu­sti­fi­ca­te.
Soprat­tut­to per tali moti­vi sono nati i grup­pi di Auto-Aiu­to.
Essi ser­vo­no a dare la pos­si­bi­li­tà alle per­so­ne con distur­bi di ansia o depres­sio­ne modo di incon­trar­si, par­lar­ne tra loro in un ambien­te pro­tet­to e per­mea­to di com­pren­sio­ne, ove la pre­sen­za di due “faci­li­ta­to­ri”, cioè per­so­ne anch’es­se con gli stes­si pro­ble­mi, che stan­do bene o meglio, ma che cer­ta­men­te han­no ini­zia­to a pren­de­re con­sa­pe­vo­lez­za del loro sta­to ed han­no deci­so di dona­re agli altri qual­co­sa del­le pro­prie sofferenze/esperienze. Que­sto oltre­tut­to è vera­men­te un otti­mo inte­gra­to­re del­le cure.
I faci­li­ta­to­ri pro­ven­go­no dal nostro inter­no, da quan­ti han­no fre­quen­ta­no i grup­pi e ven­go­no appo­si­ta­men­te pre­pa­ra­ti con un cor­so di die­ci set­ti­ma­ne che si svol­ge pres­so la nostra sede di Piaz­za Risor­gi­men­to, 7.

I grup­pi sono sia pome­ri­dia­ni che sera­li e han­no una dura­ta di 1 ora e tren­ta