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Mi veniva più naturale donare un sorriso che mostrare un broncio, questo mi faceva sentire in sintonia con gli altri. Ripensando a quel tempo, posso dire che vivevo una vita tranquilla e non potevo pensare che improvvisamente questa serenita’ sarebbe stata distrutta da un evento il cui nome è “abbandono”.

Un vero e proprio terremoto. Sono passata dal tutto al niente, dalla gioia alla tristezza, dall’attivo al passivo. Non riuscivo più a sorridere, a uscire di casa, niente più suscitava il mio interesse e mi rendevo conto che tutto questo distruggeva la mia vita, ma non riuscivo più a… vivere.

Con la sola compagnia del mio dolore, passavo giornate affacciata alla finestra a guardare, fumando sigarette, un mondo che mi era indifferente. Il dolore che si prova è intensissimo, non si riesce ad allentarne la morsa. Mi ricordo che qualche volta ho cercato un po’ di sollievo in un bicchierino di liquore, lo facevo per sfuggire ai pensieri di morte. Un giorno sono finita al pronto soccorso e ho avuto l’opportunità di parlare con uno psichiatra. Mi ha spiegato con chiarezza cosa mi stava succedendo, mi ha parlato dell’ansia e della depressione e delle terapie per combatterle.

Ho iniziato, sotto la sua prescrizione, l’utilizzo di farmaci specifici . Questo mi aiutò a sentirmi meglio, sentivo che il dolore aveva allentato pian piano la sua morsa così come pian piano stavo riprendendo a vivere una vita normale. Ma qualcosa era cambiato;spesso durante le giornate mi veniva a trovare la malinconia oppure mi sentivo disorientata, vulnerabile, diversa.
Tramite conoscenze, ho avuto l’opportunità di entrare a far parte di un gruppo di auto-aiuto a Itaca. Fin dalla prima sera che ho frequentato il gruppo mi sono resa conto che esisteva un mondo, fatto di persone, che condividevano la stessa esperienza. Mi sono subito sentita accolta e capita. Tornando a casa quella sera ho riprovato quel senso di serenità che da tempo non avvertivo più,
avevo capito di non essere sola, finalmente qualcuno mi capiva.
Oggi dopo 3 anni posso con serenita’ affermare che la mia sofferenza non e’ stata inutile; da questa esperienza traumatizzante come lo è la depressione e’ nata una forza positiva per me e per gli altri del mio Gruppo.

Ros

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