LA SCOPERTA

Depressione, ansia, panico: ora ci sono le “foto”
La scoperta in uno studio dell’università di Pisa: le cellule di questi malati lavorano in modo diverso e un’esame può evidenziarle. Così da migliorare l’efficacia delle cure. Una ricerca che getta nuova luce anche sui meccanismi celebrali dei non vedenti

di Gian Ugo Berti

Depressione, panico, ansia non sono più soltanto emozioni o stati d’animo: le cellule cerebrali delle persone che sono affette da queste patologie lavorano in modo diverso da quelle di un individuo sano, in pratica hanno un metabolismo alterato al loro interno e dunque possono essere “fotografate” nel vero senso della parola.

Un cervello “fobico”. Nell’immagine, in rosso le regioni ‘emotive’ che nei soggetti fobici si attivano in modo abnorme durante la visione di un volto e rappresenta l’ansia del contatto con il volto umano. In blu sono invece le regioni che rimangono inibite