ART. 1 COSTITUZIONE

È costi­tui­ta in Ber­ga­mo una asso­cia­zio­ne di volon­ta­ria­to ai sen­si degli art. 36 e seg. del codi­ce civi­le deno­mi­na­ta:
UN PORTO PER NOI

L’associazione è un orga­ni­smo di volon­ta­ria­to ai sen­si del­la leg­ge 11/8/1991 n°266, che ope­ra nell’ambito del­la reg. Lom­bar­dia ai sen­si del­la leg­ge reg. Lom­bar­dia del 24/7/1993 n°22.
L’associazione ha sede in Piaz­za Risor­gi­men­to n° 7.
Essa ha dura­ta illi­mi­ta­ta.

ART. 2: FINALITÀ
La costi­tuen­da asso­cia­zio­ne di volon­ta­ria­to, avrà carat­te­ri­sti­che di Orga­niz­za­zio­ne di Volon­ta­ria­to (OdV), iscrit­ta all’albo pro­vin­cia­le di det­te orga­niz­za­zio­ni, essa inten­de costi­tui­re un cen­tro di ascol­to, assi­sten­za, pro­mo­zio­ne del­la cura per i distur­bi dell’umore.
L’associazione ope­ra sen­za fini di lucro e con esclu­si­vo fine di soli­da­rie­tà, essa nasce per volon­tà di un grup­po di per­so­ne con l’intento di atti­va­re ini­zia­ti­ve e pro­get­ti di infor­ma­zio­ne, pre­ven­zio­ne, soli­da­rie­tà, assi­sten­za, rivol­te par­ti­co­lar­men­te a sog­get­ti affet­ti dai disa­gi dei distur­bi dell’umore (ansia e depres­sio­ne) e di soste­gno alle loro fami­glie.
L’associazione si pro­po­ne di rag­giun­ge­re det­ti obiet­ti­vi atti­van­do oppor­tu­ni e qua­li­fi­ca­ti inter­ven­ti pro­fes­sio­na­li, cui l’associazione col­la­bo­re­rà con le pro­prie espe­rien­ze e con la con­sa­pe­vo­lez­za acqui­si­ta.
I fon­da­to­ri dell’associazione han­no espe­rien­za, o diret­ta, o vis­su­ta attra­ver­so loro paren­ti, dei distur­bi dell’umore. Que­sto deter­mi­na la poli­ti­ca dell’associazione che ten­de esclu­si­va­men­te a limi­ta­re, nei limi­ti del pos­si­bi­le, le ine­vi­ta­bi­li lacu­ne che la socie­tà pre­sen­ta nel cam­po spe­ci­fi­co del­le pato­lo­gie di ansia e depres­sio­ne.
UN PORTO PER NOI dovrà ten­de­re sem­pre a non dimen­ti­ca­re le cita­te moti­va­zio­ni, che sono base e fon­da­men­to dell’iniziativa, cui il pre­sen­te sta­tu­to inten­de dare for­ma e sostan­za, secon­do la volon­tà di quan­ti l’anno volu­ta.

ATTIVITA’

Par­ti­co­la­re impe­gno sarà dato all’informazione in gene­ra­le , ver­so tut­ti, ed
in spe­cie alle per­so­ne sof­fe­ren­ti ed ai loro fami­glia­ri .

Indirizzare le persone con la patologia  verso la presa di coscienza della malattia e della importanza di curarsi, cercando di promuovere la cura, sia attraverso l’utilizzo delle strutture pubbliche, sia organizzandouno o più centri in cui poter offrire validi servizi integrativi alle prestazioni mutualistiche.

Atti­va­re un ser­vi­zio di rispo­sta tele­fo­ni­ca per aiu­ta­re le per­so­ne nei momen­ti di soli­tu­di­ne, e rag­giun­ge­re lo sco­po espli­ci­ta­to al para­gra­fo pre­ce­den­te.

Orga­niz­za­re la for­ma­zio­ne di grup­pi di auto-aiu­to per per­so­ne con da  disa­gi dei distur­bi del­l’u­mo­re (ansia e depres­sio­ne)

Pre­di­spor­re cor­si ed incon­tri a carat­te­re scien­ti­fi­co e didat­ti­co per volon­ta­ri anche di altre asso­cia­zio­ni, oltre che per pazien­ti e fami­glia­ri, al fine di dar loro una pre­pa­ra­zio­ne spe­ci­fi­ca alla com­pren­sio­ne di det­te pato­lo­gie.

Pro­muo­ve­re in ogni luo­go e comu­ni­tà la pre­sa di coscien­za del­la malat­tia e com­bat­te­re la stig­ma­tiz­za­zio­ne, le pau­re , i pre­con­cet­ti, dif­fon­de­re il prin­ci­pio che ansia e depres­sio­ne sono malat­tie come le altre, sono malat­tie che non por­ta­no col­pe a chi le ha, non toglie la capa­ci­tà di fare e di pen­sa­re, di ama­re e di esse­re ama­ti.

Orga­niz­za­re e/o par­te­ci­pa­re ad ini­zia­ti­ve o mani­fe­sta­zio­ni aven­ti lo sco­po di atti­va­re pro­get­ti, coe­ren­ti con la fina­li­tà dell’associazione, anche in col­la­bo­ra­zio­ne con altre strut­tu­re.

Col­la­bo­ra­re con le isti­tu­zio­ni pub­bli­che e pri­va­te tese ad assi­cu­ra­re il rispet­to e la tute­la dei dirit­ti del­le per­so­ne affet­te dai sopra­ci­ta­ti disa­gi.

ART.  3  SOCI

Sono soci dell’associazione tut­ti colo­ri che con­di­vi­den­do le fina­li­tà, e la filo­so­fia che la indi­riz­za, chie­do­no di ade­rir­vi.

Si può esse­re socio sim­pa­tiz­zan­te o col­la­bo­ra­ti­vo
A quan­ti inten­do­no col­la­bo­ra­re si chie­de di: ope­ra­re con l’unico sco­po di esse­re di aiu­to a colo­ro che sof­fro­no dei disa­gi da ansia e depres­sio­ne.
L’associazione è acon­fes­sio­na­le ed apar­ti­ti­ca..
L’ammissione di nuo­vi soci, pre­via doman­da di asso­cia­zio­ne, in cui l’aspirante dichia­ra di cono­sce­re lo sta­tu­to dell’associazione, è deli­be­ra­ta dal con­si­glio diret­ti­vo I soci han­no tut­ti ugua­li dirit­ti e non assu­mo­no alcu­na respon­sa­bi­li­tà oltre l’importo del­le quo­te asso­cia­ti­ve annue.

Non è ammes­sa la par­te­ci­pa­zio­ne tem­po­ra­nea dei soci

La qua­li­tà di socio si per­de per dimis­sio­ni, mor­te, per esclu­sio­ne deli­be­ra­ta dal con­si­glio diret­ti­vo in caso di: com­por­ta­men­to che la dan­neg­gi moral­men­te o mate­rial­men­te, inde­gni­tà, atti­vi­tà pre­giu­di­zie­vo­le all’associazione o incom­pa­ti­bi­le con le fina­li­tà del­la stes­sa.
Sull’esclusione del socio, deli­be­ra il con­si­glio diret­ti­vo, l’escluso ha facol­tà di pre­sen­ta­re ricor­so al col­le­gio dei pro­bi­vi­ri.
La per­di­ta del­la qua­li­tà di socio per qual­sia­si cau­sa non com­por­ta alcun dirit­to sul patri­mo­nio dell’associazione né rim­bor­si né cor­ri­spet­ti­vi ad alcun tito­lo.

ART. 4: DIRITTI E OBBLIGHI DEI SOCI

I soci han­no dirit­to di par­te­ci­pa­re alle assem­blee, di vota­re diret­ta­men­te o per dero­ga, di par­te­ci­pa­re alle atti­vi­tà del­la stes­sa, di rice­ve­re le pub­bli­ca­zio­ni ed ogni mate­ria­le divul­ga­ti­vo.

ART. 5:  PATRIMONIO

L’associazione trae i mez­zi per con­se­gui­re i pro­pri sco­pi:
dal­le quo­te con­tri­bu­ti­ve dei soci.
Da qua­lun­que con­tri­bu­to eco­no­mi­co cor­ri­spo­sto da per­so­ne fisi­che e giu­ri­di­che, e da ammi­ni­stra­zio­ni pub­bli­che e pri­va­te nazio­na­li od este­re.
Da dona­zio­ni e lasci­ti testa­men­ta­ri di varia natu­ra.
Da pro­ven­ti deri­van­ti dal­la rac­col­ta pub­bli­ca di sov­ven­zio­ni effet­tua­ta occa­sio­nal­men­te.
Da rim­bor­si deri­van­ti da con­ven­zio­ni.
Da entra­te deri­van­ti da atti­vi­tà com­mer­cia­li e pro­dut­ti­ve
Da ren­di­te di patri­mo­ni.

ART. 6: ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

Sono orga­ni dell’associazione:
l’Assemblea dei soci:
Il Con­si­glio diret­ti­vo.
Il col­le­gio dei pro­bi­vi­ri.

ART. 7: ASSEMBLEA

L’Assemblea è costi­tui­ta da tut­ti i soci dell’associazione Han­no dirit­to di voto solo colo­ro in rego­la con il ver­sa­men­to del­la quo­ta socia­le dell’anno in cor­so.
Essa è pre­sie­du­ta dal pre­si­den­te o da chi ne fa le veci, che prov­ve­de a con­vo­car­la in via ordi­na­ria alme­no una vol­ta l’anno, entro la fine del mese di apri­le, ed in via straor­di­na­ria ogni qual­vol­ta lo riten­ga neces­sa­rio, median­te let­te­ra rac­co­man­da­ta, fax, e‑mail; da invia­re alme­no 15gg pri­ma del­la data sta­bi­li­ta.
La con­vo­ca­zio­ne può avve­ni­re anche su richie­sta di alme­no un ter­zo dei soci. In tal caso, il pre­si­den­te con­vo­che­rà l’assemblea entro 30gg dal rice­vi­men­to del­la richie­sta.
In pri­ma con­vo­ca­zio­ne l’assemblea è vale­vo­le con la pre­sen­za del­la mag­gio­ran­za dei soci in rego­la, in secon­da con­vo­ca­zio­ne che deve esse­re con­vo­ca­ta in gior­no diver­so dal­la pri­ma, è rego­lar­men­te costi­tui­ta qua­lun­que sia il nume­ro dei pre­sen­ti con dirit­to di voto.
Le deli­be­re sono adot­ta­te a mag­gio­ran­za asso­lu­ta dei votan­ti, sal­vo per le ele­zio­ni del­le cari­che socia­li, per le qua­li è suf­fi­cien­te la mag­gio­ran­za rela­ti­va.
Ogni socio ha dirit­to ad un voto e può far­si rap­pre­sen­ta­re tra­mi­te dele­ga scrit­ta da un altro socio con pote­re di voto. Cia­scun socio non può esse­re por­ta­to­re di più di due dele­ghe.
Com­pe­ten­ze dell’assemblea:
Sta­bi­li­re il n° dei com­po­nen­ti del con­si­glio diret­ti­vo ed eleg­ger­ne i mem­bri.
Sta­bi­li­re le linee di indi­riz­zo del­la atti­vi­tà ed appro­va­re il pro­gram­ma con­sun­ti­vo e pre­ven­ti­vo del­le atti­vi­tà pro­po­sto dal diret­ti­vo

Appro­va­re il rego­la­men­to del­l’as­so­cia­zio­ne su pro­po­sta del diret­ti­vo.
Appro­va­re il bilan­cio con­sun­ti­vo del­la pre­ce­den­te gestio­ne eco­no­mi­ca e quel­lo pre­ven­ti­vo del­la suc­ces­si­va.
Deli­be­ra­re in meri­to al ricor­so pre­sen­ta­to da un socio esclu­so avver­so la deli­be­ra del diret­ti­vo.
Appro­va­re le modi­fi­che allo sta­tu­to socia­le e lo scio­gli­men­to del­la asso­cia­zio­ne.
Appro­va­re l’au­men­to del­le quo­te asso­cia­ti­ve pro­po­ste dal diret­ti­vo.
Appro­va­re le altre deli­be­re atti­nen­ti all’at­ti­vi­tà del­l’as­so­cia­zio­ne pro­po­ste dal diret­ti­vo.
Nomi­na­re i pro­bi­vi­ri

ART. 8: ILCONSIGLIO DIRETTIVO

Il con­si­glio diret­ti­vo è com­po­sto da un mini­mo di 7 ad un mas­si­mo di 15 per­so­ne scel­te tra i soci di dirit­to, elet­ti dall’assemblea pre­via fis­sa­zio­ne da par­te del­la stes­sa del nume­ro dei com­po­nen­ti.
L’iscrizione dei can­di­da­ti si chiu­de­rà tre gior­ni lavo­ra­ti­vi pri­ma dell’assemblea, per pre­pa­ra­re il mate­ria­le neces­sa­rio.
Il diret­ti­vo resta in cari­ca per tre anni ed i suoi com­po­nen­ti pos­so­no esse­re rie­let­ti per tre vol­te anche con­se­cu­ti­ve.
Il con­si­glio diret­ti­vo vie­ne con­vo­ca­to dal pre­si­den­te o dal vice, di pro­pria ini­zia­ti­va o per auto­con­vo­ca­zio­ne quan­do richie­sto dai due ter­zi dei com­po­nen­ti, esso è vali­da­men­te costi­tui­to con la pre­sen­za del­la mag­gio­ran­za dei suoi mem­bri.
Le deli­be­ra­zio­ni del diret­ti­vo sono pre­se a mag­gio­ran­za sem­pli­ce dei pre­sen­ti, in caso di pari­tà pre­va­le il voto del pre­si­den­te o di che ne fa le veci.

ART. 9: COMPITI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il con­si­glio diret­ti­vo altri­men­ti det­to: diret­ti­vo, ha i seguen­ti com­pi­ti:
Eleg­ge­re il pre­si­den­te, il vice, il teso­rie­re, ed il segre­ta­rio.
Ela­bo­ra­re even­tua­li modi­fi­che al rego­la­men­to da sot­to­por­re poi all’assemblea.
Pro­por­re le quo­te annua­li ed appro­va­re even­tua­li esen­zio­ni per moti­vi par­ti­co­la­ri.
Redi­ge­re il bilan­cio annua­le sia con­sun­ti­vo sia pre­ven­ti­vo da sot­to­por­re poi all’assemblea.
Deli­be­ra­re in pri­ma istan­za l’espulsione dei soci.
Coop­ta­re nel diret­ti­vo mem­bri anche non elet­ti se que­sti appor­ta­no espe­rien­za e par­te­ci­pa­no atti­va­men­te alla vita dell’associazione.
Rati­fi­ca­re nel­la pri­ma sedu­ta suc­ces­si­va i prov­ve­di­men­ti di pro­pria com­pe­ten­za adot­ta­ti per moti­vi d’urgenza e neces­si­tà, dal pre­si­den­te o dal vice.
Per moti­vi di pra­ti­ci­tà, può deman­da­re al pre­si­den­te, vice­pre­si­den­te, ed al segre­ta­rio l’accettazione del­la richie­sta di asso­cia­zio­ne.

ART. 10: IL PRESIDENTE E VICE PRESIDENTE

Il pre­si­den­te ed il vice, sono elet­ti a mag­gio­ran­za sem­pli­ce, dal diret­ti­vo tra i pro­pri mem­bri.
Il pre­si­den­te con­vo­ca e pre­sie­de le riu­nio­ni dell’assemblea e del diret­ti­vo; in caso di indi­spo­ni­bi­li­tà, det­te fun­zio­ni saran­no svol­te dal vice.
L’indisponibilità dei pri­mi, por­te­rà a svol­ge­re pro tem­po­re le man­sio­ni di pre­si­den­te da un mem­bro del diret­ti­vo scel­to di vol­ta in vol­ta, dal pre­si­den­te.

ART. 11: RAPPRESENTANZA LEGALE

La rap­pre­sen­tan­za lega­le dell’associazione spet­ta al pre­si­den­te ed al vice, la fir­ma dei lega­li rap­pre­sen­tan­ti impe­gna l’associazione nei con­fron­ti di ter­zi.

ART. 12: CARICHE SOCIALI

Tut­te le cari­che socia­li sono gra­tui­te, han­no la dura­ta di tre anni e pos­so­no esse­re rie­let­te solo tre vol­te.

ART. 13: COLLEGIO PROBIVIRI

L’assemblea prov­ve­de­rà a nomi­na­re un col­le­gio di pro­bi­vi­ri com­po­sto da tre mem­bri non facen­ti par­ti dell’associazione, loro com­pi­to sarà quel­lo di diri­me­re ogni con­tro­ver­sia sor­ta tra soci e diret­ti­vo o tra soci stes­si, pur­chè la que­stio­ne riguar­di l’associazione stes­sa.
Il col­le­gio dei pro­bi­vi­ri deci­de­rà in modo irri­ta­le e la sua deci­sio­ne sarà vin­co­lan­te per il diret­ti­vo che dovrà assu­me­re gli oppor­tu­ni prov­ve­di­men­ti.

ART. 14: BILANCIO

L’esercizio socia­le si chiu­de il 31 dicem­bre di ogni anno, entro due mesi il diret­ti­vo pre­di­spo­ne il ren­di­con­to eco­no­mi­co dell’esercizio tra­scor­so, che sarà sot­to­po­sto all’assemblea entro il mese di apri­le, per l’approvazione.
Entro tale data sarà pre­sen­ta­to anche il bilan­cio pre­ven­ti­vo dell’esercizio seguen­te.

ART. 15: SCIOGLIMENTO, ESTINZIONE E CESSAZIONE

Lo scio­gli­men­to, la ces­sa­zio­ne ovve­ro l’estinzione e quin­di la liqui­da­zio­ne dell’organizzazione può esse­re pro­po­sta dal Con­si­glio Diret­ti­vo e appro­va­ta con il voto favo­re­vo­le di alme­no tra quar­ti dell’Assemblea dei soci con­vo­ca­ta con spe­ci­fi­co ordi­ne del gior­no.
I beni che resi­dua­no dopo l’esaurimento del­la liqui­da­zio­ne sono devo­lu­ti ad altre orga­niz­za­zio­ni ope­ran­ti nel volon­ta­ria­to socia­le, secon­do le indi­ca­zio­ni dell’assemblea che nomi­na il liqui­da­to­re e comun­que secon­do il dispo­sto dell’art. 5, com­ma 4 del­la leg­ge 266/91, sal­vo diver­sa dispo­si­zio­ne dispo­sta dal­la leg­ge.
In nes­sun caso pos­so­no esse­re distri­bui­ti beni, uti­li e riser­ve, agli ade­ren­ti.

ART. 18: NORME DI RINVIO

Per quan­to non pre­vi­sto dal pre­sen­te sta­tu­to, si fa rife­ri­men­to alle vigen­ti nor­me legi­sla­ti­ve in mate­ria, con par­ti­co­la­re rife­ri­men­to al codi­ce civi­le, alla leg­ge n° 266 del 11/08/91, alla legi­sla­zio­ne regio­na­le sul volon­ta­ria­to