Faro un porto per noi
AIUTO!

Chi si rivol­ge a uno psi­co­lo­go lo fa di soli­to dopo aver­ci pen­sa­to su varie vol­te, dopo esser­si chie­sto se è un pas­so dav­ve­ro neces­sa­rio e dopo esser­si rispo­sto che le ha ten­ta­te tut­te e che non è in gra­do di far­ce­la da solo.
Si trat­ta spes­so di una deci­sio­ne pre­sa a malin­cuo­re, talo­ra con rab­bia e ver­go­gna.
Per­ché è così dif­fi­ci­le chie­de­re aiu­to a uno psi­co­lo­go? Per­ché è così dif­fi­ci­le chie­de­re una con­su­len­za per met­te­re un po’ a fuo­co cer­te dif­fi­col­tà che rischia­no di ren­de­re la vita impos­si­bi­le da vive­re?

di ROSALIA GIAMMETTA

C’è chi, maga­ri seguen­do il con­si­glio di un ami­co o di un paren­te, non ha par­ti­co­la­ri dif­fi­col­tà a chie­de­re aiu­to a uno psi­co­lo­go e ci sono per­so­ne per le qua­li inve­ce chie­de­re aiu­to può esse­re dav­ve­ro dif­fi­ci­le, per i moti­vi più dispa­ra­ti.

Paura di considerarsi dei falliti

Per alcu­ni giun­ge­re alla con­clu­sio­ne che da soli non rie­sco­no a tro­va­re una solu­zio­ne al loro dolo­re e che devo­no rivol­ger­si addi­rit­tu­ra a un estra­neo è offen­si­vo e irri­tan­te. L’idea stes­sa di chie­de­re aiu­to li fa sen­ti­re a disa­gio, li spin­ge a giu­di­car­si dei debo­li o dei pigri, inca­pa­ci di impe­gnar­si e rea­gi­re, dei fal­li­ti.

Maga­ri sono per­so­ne che han­no sem­pre risol­to da sole i loro pro­ble­mi e che non capi­sco­no per­ché non ci rie­sco­no più, non capi­sco­no per­ché non ce la fan­no più a con­trol­la­re tut­to. In altre paro­le, per que­ste per­so­ne chie­de­re aiu­to a uno psi­co­lo­go vuol dire scen­de­re a pat­ti con il pro­prio nar­ci­si­smo e il desi­de­rio di auto­suf­fi­cien­za: chie­de­re aiu­to è un attac­co alla loro auto­sti­ma. Que­ste per­so­ne dimen­ti­ca­no però che abbia­mo tut­ti biso­gno degli altri, per con­di­vi­de­re gio­ie e sof­fe­ren­ze: come dice­va Vir­gi­nia Woolf, la vita appas­si­sce se non la si con­di­vi­de con nes­su­no.

Paura del cambiamento e pessimismo

C’è poi la pau­ra del­lo stig­ma, cioè la pau­ra di esse­re pre­si per paz­zi o comun­que di esse­re guar­da­ti in modo nega­ti­vo solo per­ché si è deci­so di rivol­ger­si a uno psi­co­lo­go. È que­sto un pre­giu­di­zio che si radi­ca in una cul­tu­ra che con­si­de­ra chi sof­fre a livel­lo psi­co­lo­gi­co come una per­so­na sba­glia­ta da cui è meglio sta­re alla lar­ga (lad­do­ve chi è affet­to da una malat­tia orga­ni­ca è con­si­de­ra­to sem­pli­ce­men­te mala­to).

Il risul­ta­to è che chi sta male cer­ca aiu­to sol­tan­to quan­do non ce la fa più e a vol­te non lo cer­ca affat­to, pre­fe­ren­do con­vi­ve­re con rela­zio­ni insod­di­sfa­cen­ti quan­do non depres­sio­neansiapro­ble­mi nel com­por­ta­men­to ali­men­ta­re o di dipen­den­za per i qua­li un inter­ven­to psi­co­te­ra­peu­ti­co sareb­be inve­ce effi­ca­ce.

Paura del cambiamento e pessimismo

C’è chi ha pau­ra di anda­re da uno psi­co­lo­go per­ché è con­vin­to che per i suoi pro­ble­mi non ci sia solu­zio­ne e non sia pro­prio pos­si­bi­le che le cose vada­no meglio. Que­sto pes­si­mi­smo può però nascon­de­re altro, ad esem­pio la pau­ra di cam­bia­re o la sen­sa­zio­ne di non ave­re dirit­to a rice­ve­re aiu­to.

La pau­ra di cam­bia­re è un aspet­to che può sem­bra­re para­dos­sa­le, per­ché, si pen­sa, se uno va da uno psi­co­lo­go lo fa pro­prio per que­sto, per cam­bia­re. Il pun­to è che cam­bia­re com­por­ta sem­pre una dolo­ro­sa sepa­ra­zio­ne da modi di esse­re, di pen­sa­re e di com­por­tar­ci che ci accom­pa­gna­no da una vita inte­ra e che ci sono noti e fami­lia­ri. Alcu­ne per­so­ne si spa­ven­ta­no dinan­zi all’e­ven­tua­li­tà di un cam­bia­men­to anche se si trat­ta di modi­fi­ca­re modi di esse­re che le fan­no star male e pre­fe­ri­sco­no pen­sa­re che dovreb­be­ro esse­re gli altri a cam­bia­re, non loro.

Que­ste per­so­ne dimen­ti­ca­no o igno­ra­no che, in que­sto pro­ces­so di tra­sfor­ma­zio­ne, non saran­no da sole e lo psi­co­lo­go sta­rà loro accan­to e le soster­rà.

Paura delle emozioni

Alcu­ne per­so­ne evi­ta­no gli psi­co­lo­gi per­ché non voglio­no par­la­re del modo in cui si sen­to­no, non voglio­no entra­re in con­tat­to con le loro emo­zio­ni più dolo­ro­se. Lo psi­co­lo­go può inve­ce esse­re d’aiuto pro­prio nel­l’af­fron­ta­re le emo­zio­ni, nel dar loro un nome e una for­ma.

Paura di essere giudicati

Qui si inse­ri­sce un’altra pau­ra che può ren­de­re dif­fi­ci­le chie­de­re aiu­to a uno psi­co­lo­go: il timo­re di esse­re giu­di­ca­ti, cioè il timo­re che alla fati­ca del met­te­re a nudo il pro­prio cuo­re cor­ri­spon­da la cri­ti­ca. In real­tà, a uno psi­co­lo­go non inte­res­sa giu­di­ca­re ma capi­re cosa acca­de den­tro la per­so­na che a lui si rivol­ge, come que­sta vede il mon­do.

Paura della dipendenza

Per altri è dif­fi­ci­le chie­de­re aiu­to a uno psi­co­lo­go per­ché pen­sa­no che ne diven­te­ran­no dipen­den­ti e inca­pa­ci di deci­de­re alcun­ché sen­za con­sul­tar­lo. Diver­sa­men­te, uno psi­co­lo­go aiu­ta la per­so­na a met­te­re a frut­to tut­te le risor­se che pos­sie­de e che for­se igno­ra, spin­gen­do­la quin­di ver­so l’auto­no­mia.

Paura che costi troppo

Infi­ne, la que­stio­ne eco­no­mi­ca: ci sono per­so­ne per cui la spe­sa di una con­su­len­za e di una even­tua­le psi­co­te­ra­pia è inso­ste­ni­bi­le e si trat­ta di un dato ogget­ti­vo.

Tut­ta­via, per altre il rife­ri­men­to al costo è solo una dife­sa per con­ti­nua­re a evi­ta­re di guar­dar­si den­tro e a evi­ta­re di met­ter­si in gio­co, posto che non cono­sco un solo psi­co­lo­go che non abbia adat­ta­to il suo ono­ra­rio in modo tale da tute­la­re la digni­tà del suo lavo­ro e da rispet­ta­re le pos­si­bi­li­tà di spe­sa del­la per­so­na che si rivol­ge a lui.