I gruppi di auto-mutuo-aiuto

panico

L’IMPORTANZA “TERAPEUTICA” DEI GRUPPI DI AUTO-MUTUO-AIUTO
PER IL TRATTAMENTO DEI DISTURBI DI ANSIA E DEPRESSIONE

Da quando Peter Kropotkin, filosofo russo, scrisse “Mutual Aid” (1897) la valenza socioterapeutica dello strumento di aggregazione costituito dai gruppi di auto sostegno ha ottenuto progressivamente nel tempo una conferma sempre più forte e indubitabile.

Collaudati in USA, a metà degli anni ’30, su un target di fruitori critico come quello degli alcolisti, con risultati incoraggianti e  poi verificati al di qua dell’Atlantico qualche decennio dopo, i gruppi di auto-mutuo-aiuto sono stati adottati in ambito psichiatrico in Italia dalla fine degli anni ’80 per la prima volta a Prato e si sono quindi estesi per tutta la penisola nel corso degli anni ’90.

La città di Bergamo ha assistito alla nascita di una delle prime realtà conoscitive capaci di fornire risposte significative ai soggetti sofferenti di disturbi ansioso-depressivi in un contesto di confronto e raffronto sociali, di cui l’esperienza ventennale dei fondatori di “Un porto per noi” rappresenta un esempio fecondo.

Ma vediamo di evidenziare in cosa consiste il valore aggiunto di un approccio (a più voci) alle condizioni esistenziali o patologiche che hanno a che fare con il disturbo dell’ansia e le variazioni del tono dell’umore.

Sinteticamente si può dire che i gruppi di a-m-a garantiscono a chi ne fa parte di poter contare sui seguenti vantaggi:

  • [AnythingPopup id=”1″] di sgravio emozionale del carico dei sintomi;

  • ELABORAZIONE VERBALE dei vissuti di sofferenza;

  • RICONOSCIMENTO “A SPECCHIO” negli altri soggetti componenti dei disturbi accusati;

  • AFFINAMENTO DELLE COMPETENZE SOCIALI grazie alle relazioni “catalizzate” dai facilitatori;

  • PERCEZIONE DI SUPPORTO EMPATICO garantito dalla struttura collettiva;

  • CONSOLIDAMENTO DELL’AUTOSTIMA attraverso la considerazione e il riconoscimento dell’impegno da parte degli altri;

  • SVILUPPO DI UNA DIMENSIONE PROGETTUALE in funzione dell’esplicitazione dell’obiettivo di miglioramento/guarigione e del suo perseguimento;

  • INTERSCAMBIO AFFETTIVO “A RETE” tra tutti gli elementi della “squadra”;

  • ALLENAMENTO AL PERFEZIONAMENTO DELLE ABILITA’ DI BASE nella gestione delle contingenze (rabbie, paure);

  • CRESCITA PERSONALE, a prescindere dall’età, grazie all’acquisizione di un repertorio esistenziale più ricco e complesso;

PROVARE PER CREDERE!!

 Dr. Giovanni Agudio

Psichiatra

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