I volti della depressione. Abbandonare il ruolo della vittima grazie alla psicoterapia in tempi brevi


Auto­re :
Ema­nue­la Muria­naLau­ra Pet­te­nòTizia­na Ver­bi­tz.
Edi­to­re : Ama­zon 2011
Depres­sio­ne: paro­la mol­to usa­ta nel nostro seco­lo e nel­lo scor­so per descri­ve­re quel­la che vie­ne con­si­de­ra­ta una malat­tia, dia­gno­sti­ca­ta con incre­di­bi­le fre­quen­za anche quan­do il “mala­to” è affet­to da altre pato­lo­gie o da pro­ble­mi, che pos­so­no pro­dur­re rea­zio­ni depres­si­ve. Le autri­ci di que­sto libro, a par­ti­re dal­la pra­ti­ca cli­ni­ca, han­no stu­dia­to come si for­ma, come si man­tie­ne e come si inter­rom­pe l’i­dea­zio­ne depres­si­va, come il pazien­te subi­sce la real­tà in modo impo­ten­te, in quan­to non si sen­te in gra­do di affron­tar­la e come rinun­cia tra­sfor­man­do­si in vit­ti­ma. L’in­ter­ven­to cli­ni­co, per sbloc­ca­re il mec­ca­ni­smo depres­si­vo, si foca­liz­za sul­la rela­zio­ne che i pazien­ti intrat­ten­go­no con se stes­si, con gli altri e con il mon­do; in altre paro­le sul­la moda­li­tà stes­sa che li ha por­ta­ti ad assu­me­re la posi­zio­ne di vit­ti­ma. La depres­sio­ne non è quin­di vista come una malat­tia, ma come una sof­fe­ren­za, effet­to di disa­gi diver­si, che si mani­fe­sta con mol­te fac­ce, tut­te acco­mu­na­te da uno stes­so atteg­gia­men­to: la rinun­cia.
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Terapia cognitivo-comportamentale (CBT)


418qUy6XEqLAuto­re :
Ted Gole­man
Edi­to­re : Ama­zon 2020
Tera­pia cogni­ti­vo-com­por­ta­men­ta­le (CBT): Tec­ni­che per gesti­re i pro­ble­mi di stress, depres­sio­ne e ansia. Usa­re emo­zio­ni, pen­sie­ri e azio­ni per il pro­prio benes­se­re attra­ver­so la con­sa­pe­vo­lez­za.
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L’uomo che trema


luomo che trema 200Auto­re :
Andrea Pomel­la
Edi­to­re : Einau­di, 2018
“L’uomo che tre­ma” è l’ultimo libro di Andrea Pomel­la auto­re di sag­gi d’arte e di roman­zi. Anche in que­sto caso non si trat­ta di un libro sul­la depres­sio­ne ma il rac­con­to auto­bio­gra­fi­co di una vita accom­pa­gna­ta da sem­pre da que­sta malat­tia.
“Sof­fro di que­sta malat­tia che la comu­ni­tà scien­ti­fi­ca defi­ni­sce som­ma­ria­men­te depres­sio­ne mag­gio­re da quan­do ho coscien­za del mon­do, da quan­do cioè ho occhi e cuo­re per deci­fra­re la real­tà che mi cir­con­da, per­ciò direi dal­la più tene­ra età.”
Il libro rac­con­ta del bam­bi­no che fa pre­sto i con­ti con una sepa­ra­zio­ne dif­fi­ci­le dei geni­to­ri, e che cer­ca di gesti­re il dolo­re dell’abbandono sce­glien­do a sua vol­ta, all’età di otto anni, di abban­do­na­re suo padre non incon­tran­do­lo più; dell’uomo che lavo­ra, met­te su fami­glia, cre­sce suo figlio; del­la deci­sio­ne di rin­con­tra­re il padre “abban­do­na­to”.
Una vita come tan­te che diven­ta una sto­ria asso­lu­ta­men­te sin­go­la­re per l’intreccio con­ti­nuo tra even­ti, sta­ti depres­si­vi e attac­chi d’ansia. Bel­lis­si­mi i rac­con­ti dei die­ci inter­mi­na­bi­li anni come impie­ga­to para­sta­ta­le e del­le cam­mi­na­te alla Bal­dui­na fino alla casa di Giu­sep­pe Ber­to, un luo­go for­te­men­te sim­bo­li­co.  Strug­gen­te il rac­con­to di una not­te in cui le idee depres­si­ve toc­ca­no il cul­mi­ne con il pen­sie­ro di far­la fini­ta.“L’uomo che tre­ma” è un libro bel­lo e mol­to chia­ro che chia­ma le cose con il loro nome e resti­tui­sce alla depres­sio­ne la digni­tà di ciò che è in real­tà, una malat­tia. L’autore la nomi­na sem­pre con il suo appel­la­ti­vo scien­ti­fi­co di “depres­sio­ne mag­gio­re” che non si con­fon­de con tri­stez­za o  malin­co­nia, sta­ti d’animo che chiun­que può pro­va­re. Così come chia­ma sem­pre chi la cura il “medi­co psi­chia­tra” e anche ver­so i far­ma­ci non c’è impre­ci­sio­ne, la cura è un “far­ma­co anti­de­pres­si­vo”. Uno sti­le puli­to fat­to di ter­mi­ni accu­ra­ti e sce­vri da pre­giu­di­zi, psi­chia­tra è come car­dio­lo­go o ocu­li­sta non è mai “striz­za­cer­vel­li”,  e anti­de­pres­si­vo è come come anti­per­ten­si­vo o antin­fiam­ma­to­rio non è mai “psi­co­far­ma­co”.
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Luce sul male oscuro. Disturbi dell’umore: identikit, prevenzione e cura


Luce sul male oscuroAuto­re :
G. Tavor­mi­na, M. Nar­di­ni, A. Vac­ca, L. Men­do­lic­chio, M.G.M. Tavor­mi­na
Edi­to­re : Sar­di­ni Edi­tri­ce srl

Cos’è la depres­sio­ne, que­sto male oscu­ro che sub­do­la­men­te si anni­da in noi sen­za appa­ren­ti segni ester­ni? Nato dal­la coor­di­na­ta espe­rien­za plu­rien­na­le di spe­cia­li­sti inter­na­zio­na­li, que­sto volu­met­to, in ita­lia­no e in ingle­se, vuo­le esse­re un con­cre­to con­tri­bu­to alla cono­scen­za del­la ter­mi­no­lo­gia e del­le cau­se del­la depres­sio­ne, un sup­por­to per i pazien­ti e per chi, con quo­ti­dia­na pazien­za, si tro­va a voler/dover con­di­vi­de­re la loro defa­ti­gan­te pato­lo­gia, ma anche un vali­do stru­men­to per i pro­fes­sio­ni­sti del­la salu­te: una luce nel tun­nel buio e tor­tuo­so dei distur­bi dell’umore.

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Riparto da me. Trasformare il male di vivere in una opportunità per sé


cop_miniAuto­re :
 Iva­na Castol­di
Edi­to­re : Fel­tri­nel­li

«Dopo una cri­si depres­si­va non è inso­li­to che si veri­fi­chi un sor­pren­den­te miglio­ra­men­to del­la qua­li­tà del­la nostra esi­sten­za — scri­ve l’au­tri­ce — per­ché è pos­si­bi­le tra­sfor­ma­re i momen­ti di dispe­ra­zio­ne e di ango­scia in oppor­tu­ni­tà di recu­pe­ro, uscen­do­ne for­ti­fi­ca­ti, più luci­di e resi­sten­ti. Depres­sio­ne e ansia non sono incon­trol­la­bi­li, come ten­dia­mo a cre­de­re. Al con­tra­rio, con ade­gua­te stra­te­gie vin­cen­ti si pos­so­no affron­ta­re in modo van­tag­gio­so».

Ansia e Depressione

ansiaedepressione e1365524081358Auto­re : Fran­ce­sco Cato­na
Edi­to­re : Riza

L’ansia e la depres­sio­ne diret­ta­men­te o indi­ret­ta­men­te coin­vol­go­no mol­tis­si­me per­so­ne. Spes­so ci ren­do­no dif­fi­ci­le vive­re, ci spin­go­no a fare scel­te non sem­pre adat­te, a inse­gui­re model­li che non sono nostri e, di con­se­guen­za, a cro­ni­ciz­za­re il disa­gio. In que­sto libro tro­ve­re­mo spun­ti e sug­ge­ri­men­ti per affron­ta­re le situa­zio­ni quo­ti­dia­ne, che pos­so­no sca­te­na­re sta­ti ansio­si o malu­mo­re con sere­ni­tà e con il corag­gio d’essere ciò che sia­mo dav­ve­ro. Usci­re­mo così dal cir­co­lo vizio­so in cui ripe­tia­mo sem­pre gli stes­si gesti, gli stes­si pensieri,recuperando ener­gia e vita­li­tà. Sco­pri­re­mo allo­ra che la nostra vera natu­ra è il pri­mo far­ma­co per vin­ce­re qual­sia­si disa­gio.

L’uomo di vetro

Lavazza SammicheliAuto­re : Lavaz­za Andrea — Sam­mi­che­li Luca
Edi­to­re : Codi­ce

In un’e­po­ca che ha fat­to del deci­sio­ni­smo e del­l’ar­ro­gan­za del­le vir­tù, soste­ne­re che la fra­gi­li­tà è un valo­re uma­no potreb­be suo­na­re come un’eresia.Qualsiasi stu­dio­so del com­por­ta­men­to ani­ma­le potreb­be spie­gar­vi quan­to sia indi­spen­sa­bi­le la pau­ra per la soprav­vi­ven­za, ma ammet­te­reb­be solo con­tro­vo­glia che quel­la rego­la vale anche per noi. Eppu­re ogni gior­no i pic­co­li pas­si e le gran­di svol­te del­la nostra vita ci inse­gna­no che non sono affat­to le dimo­stra­zio­ni di for­za a far­ci cre­sce­re, ma le nostre mil­le fra­gi­li­tà: trac­ce sin­ce­re del­la nostra uma­ni­tà, che di vol­ta in vol­ta ci aiu­ta­no nel­l’af­fron­ta­re le dif­fi­col­tà, nel rispon­de­re alle esi­gen­ze degli altri con par­te­ci­pa­zio­ne, apren­do­ci — quan­do ser­ve — al loro dolo­re.
Seguen­do le fasi del­la nostra cre­sci­ta, Andreo­li coniu­ga i mil­le vol­ti del­la fra­gi­li­tà, rap­pre­sen­tan­do­la non come una cala­mi­tà per sven­tu­re, ma come uno scu­do che da que­ste ci difen­de, per­ché quel­lo che di soli­to con­si­de­ria­mo un difet­to è inve­ce la vir­tuo­sa atti­tu­di­ne che ci con­sen­te di sta­bi­li­re un rap­por­to di empa­tia con chi ci è vici­no.
Con “L’uo­mo di vetro” Andreo­li dimo­stra, gra­zie alla fami­lia­re imme­dia­tez­za del­le sue paro­le, una tesi solo in appa­ren­za para­dos­sa­le: il fra­gi­le è l’uo­mo per eccel­len­za, per­ché con­si­de­ra gli altri, suoi pari e non, poten­zia­li vit­ti­me, per­ché lad­do­ve la for­za impo­ne, respin­ge e repri­me, la fra­gi­li­tà acco­glie, inco­rag­gia e com­pren­de.

L’uomo di vetro

luomo di vetroAuto­re : Andreo­li Vit­to­ri­no
Edi­to­re : Riz­zo­li

In un’e­po­ca che ha fat­to del deci­sio­ni­smo e del­l’ar­ro­gan­za del­le vir­tù, soste­ne­re che la fra­gi­li­tà è un valo­re uma­no potreb­be suo­na­re come un’eresia.Qualsiasi stu­dio­so del com­por­ta­men­to ani­ma­le potreb­be spie­gar­vi quan­to sia indi­spen­sa­bi­le la pau­ra per la soprav­vi­ven­za, ma ammet­te­reb­be solo con­tro­vo­glia che quel­la rego­la vale anche per noi. Eppu­re ogni gior­no i pic­co­li pas­si e le gran­di svol­te del­la nostra vita ci inse­gna­no che non sono affat­to le dimo­stra­zio­ni di for­za a far­ci cre­sce­re, ma le nostre mil­le fra­gi­li­tà: trac­ce sin­ce­re del­la nostra uma­ni­tà, che di vol­ta in vol­ta ci aiu­ta­no nel­l’af­fron­ta­re le dif­fi­col­tà, nel rispon­de­re alle esi­gen­ze degli altri con par­te­ci­pa­zio­ne, apren­do­ci — quan­do ser­ve — al loro dolo­re.
Seguen­do le fasi del­la nostra cre­sci­ta, Andreo­li coniu­ga i mil­le vol­ti del­la fra­gi­li­tà, rap­pre­sen­tan­do­la non come una cala­mi­tà per sven­tu­re, ma come uno scu­do che da que­ste ci difen­de, per­ché quel­lo che di soli­to con­si­de­ria­mo un difet­to è inve­ce la vir­tuo­sa atti­tu­di­ne che ci con­sen­te di sta­bi­li­re un rap­por­to di empa­tia con chi ci è vici­no.
Con “L’uo­mo di vetro” Andreo­li dimo­stra, gra­zie alla fami­lia­re imme­dia­tez­za del­le sue paro­le, una tesi solo in appa­ren­za para­dos­sa­le: il fra­gi­le è l’uo­mo per eccel­len­za, per­ché con­si­de­ra gli altri, suoi pari e non, poten­zia­li vit­ti­me, per­ché lad­do­ve la for­za impo­ne, respin­ge e repri­me, la fra­gi­li­tà acco­glie, inco­rag­gia e com­pren­de.

Istruzioni per rendersi infelici

Istruzioni per rendersi infeliciAuto­re: Paul Watz­la­wick
Tra­du­zio­ne: F.Fusaro
Edi­to­re: Fel­tri­nel­li
Con­tro­cor­ren­te ed anti­con­for­mi­sta, Paul Watz­la­wick affron­ta il tema, non nuo­vo del­l’in­fe­li­ci­tà, for­nen­do chia­re indi­ca­zio­ni su cosa fare per esse­re infe­li­ci e dimo­stran­do­ci, con esem­pi con­cre­ti e con­vin­cen­ti, che l’uo­mo fa di tut­to per esser­lo, per es. seguen­do “auree mas­si­me”, come il “sii fede­le a te stes­so”, fis­sa­te nel­la men­te dal sano buon sen­so.
Nel­l’in­ces­san­te cor­sa ver­so un’u­to­pi­ca feli­ci­tà, l’uo­mo si ren­de for­se con­to di rag­giun­ge­re, al con­tra­rio e più facil­men­te, l’in­fe­li­ci­tà?

E liberaci dal male oscuro

liberaci dal male oscuroAuto­re: Cas­sa­no Gio­van­ni B.; Zoli Sere­na
Edi­to­re: Lon­ga­ne­si

Che cos’è la depres­sio­ne e come se ne esce. Una lun­ga con­ver­sa­zio­ne con uno dei mag­gio­ri esper­ti di distur­bi del­l’u­mo­re.
Tut­ti gli aspet­ti cli­ni­ci e le tera­pie far­ma­co­lo­gi­che. Con nume­ro­se testi­mo­nian­ze di gen­te comu­ne e di per­so­ne famo­se. E’ sta­to per lun­go tem­po la Bib­bia del­le per­so­ne depres­se, ed ancor ora rap­pre­sen­ta un vali­do rife­ri­men­to per com­pren­de­re le per­so­ne con i disa­gi del­l’u­mo­re

Piacersi non piacere

piacersi non piacereAuto­re: E. Rol­la
Edi­to­re: SEI
Que­sto libro trat­ta del rap­por­to con gli altri e inse­gna a miglio­ra­re la qua­li­tà del­la nostra vita median­te pic­co­li suc­ces­si nel quo­ti­dia­no. E’ una pro­po­sta di stra­te­gie sem­pli­ci per non subi­re e per non aggredire.Questo volu­met­to non pre­ten­de di far­ci diven­ta­re tut­ti bra­vi psi­co­lo­gi, ma ci può intro­dur­re con paro­le mol­to com­pren­si­bi­li al mon­do del­la psi­co­lo­gia impa­ran­do, innan­zi tut­to, da noi stes­si.

Psicoterapia interpersonale della depressione

interAuto­re: Gerald L. Kler­man
Edi­to­re: Bol­la­ti Borin­ghie­ri

Psi­co­te­ra­pia inter­per­so­na­le del­la depres­sio­neè il nome di un meto­do strut­tu­ra­to di trat­ta­men­to psi­co­lo­gi­co bre­ve indi­ca­to per pazien­ti psi­chia­tri­ci ambu­la­to­ria­li a cui sia appli­ca­bi­le la dia­gno­si di depres­sio­ne mag­gio­re. Gli auto­ri non esclu­do­no il ruo­lo di fat­to­ri gene­ti­ci, bio­lo­gi­ci o lega­ti allo svi­lup­po e alla per­so­na­li­tà del pazien­te nel deter­mi­na­re la vul­ne­ra­bi­li­tà alla depres­sio­ne, ma pon­go­no l’ac­cen­to soprat­tut­to sui pro­ble­mi esi­sten­ti nel­le rela­zio­ni del sog­get­to con le per­so­ne che gli sono vici­ne nel­la vita quo­ti­dia­na. La depres­sio­ne insor­ge in un con­te­sto inter­per­so­na­le e gli inter­ven­ti psi­co­te­ra­peu­ti­ci che ne ten­go­no con­to faci­li­ta­no la riso­lu­zio­ne degli epi­so­di depres­si­vi acu­ti, e aiu­ta­no il pazien­te a met­te­re in atto ade­gua­te stra­te­gie pre­ven­ti­ve rispet­to al rischio di ricadute.Dopo un capi­to­lo intro­dut­ti­vo, che ope­ra un con­fron­to con le psi­co­te­ra­pie di diver­sa impo­sta­zio­ne, la pri­ma par­te del volu­me trat­ta alcu­ne que­stio­ni teo­ri­che: la natu­ra del­la depres­sio­ne; la dif­fe­ren­za tra la depres­sio­ne come rea­zio­ne nor­ma­le e la depres­sio­ne cli­ni­ca; l’im­po­sta­zio­ne inter­per­so­na­le nel trat­ta­men­to del­la depres­sio­ne mag­gio­re e nel­lo stu­dio dei rap­por­ti affet­ti­vi in gene­re, che ha le sue basi nel­l’o­pe­ra di Sul­li­van e di Bowl­by. La secon­da par­te pre­sen­ta le tec­ni­che dia­gno­sti­che uti­liz­za­te dagli auto­ri e una discus­sio­ne cri­ti­ca del con­cet­to di « psi­co­te­ra­pia di soste­gno »; for­ni­sce all’o­pe­ra­to­re indi­ca­zio­ni su come col­le­ga­re il distur­bo depres­si­vo al con­te­sto inter­per­so­na­le del pazien­te; si sof­fer­ma inol­tre sul­le quat­tro prin­ci­pa­li aree pro­ble­ma­ti­che lega­te alla depres­sio­ne: il lut­to, i malin­te­si nei rap­por­ti inter­per­so­na­li, i cam­bia­men­ti di ruo­lo richie­sti dal­le cir­co­stan­ze del­la vita, le dif­fi­col­tà nel­l’in­stau­ra­re rela­zio­ni con gli altri. I trat­ta­men­ti com­bi­na­ti far­ma­co- e psi­co­te­ra­peu­ti­ci, alcu­ni pro­ble­mi pra­ti­ci e infi­ne il ruo­lo e la for­ma­zio­ne del­lo psi­co­te­ra­peu­ta sono gli argo­men­ti del­la ter­za par­te. Il libro è effi­ca­ce­men­te illu­stra­to da ampi reso­con­ti cli­ni­ci. In appen­di­ce è ripro­dot­to inte­gral­men­te il que­stio­na­rio del­la Sca­la di Hamil­ton per la valu­ta­zio­ne dei sin­to­mi depres­si­vi.

Capire e superare la depressione. Manuale di auto-terapia di gruppo

capireAuto­re: Auto­ri vari
Edi­to­re: Avver­bi

Un nuo­vo, straor­di­na­rio stru­men­to per affron­ta­re e scon­fig­ge­re alla radi­ce il “male oscu­ro”. Gior­no dopo gior­no, il libro inse­gna a rico­no­sce­re e con­tra­sta­re i pen­sie­ri nega­ti­vi, gli erro­ri di ragio­na­men­to e le pre­te­se “disfun­zio­na­li”: un per­cor­so faci­le e spe­ri­men­ta­to per ritro­va­re la pie­nez­za del vive­re quo­ti­dia­no. I ter­mi­ni spe­cia­li­sti­ci sono “tra­dot­ti” e ripor­ta­ti al lin­guag­gio comu­ne e un’appendice sull’abilità di comu­ni­ca­zio­ne e sull’assertività mol­ti­pli­ca le pos­si­bi­li­tà d’intervento. Il volu­me è di gran­de for­ma­to, in un veste gra­fi­ca par­ti­co­lar­men­te stu­dia­ta per le dif­fi­col­tà di con­cen­tra­zio­ne tipi­che di quan­ti sof­fro­no di demo­ra­liz­za­zio­ne e depres­sio­ne.

Elogio alla depressione

elogioAuto­re: Aldo Bono­mi, Euge­nio Bor­gna
Edi­to­re: Einau­di

Lo sfa­ri­na­men­to dei lega­mi socia­li e fami­lia­ri cosi come le feri­te infer­te dal­la depres­sio­ne, che segna­no un nume­ro cre­scen­te di indi­vi­dui, sono i sin­to­mi con­tem­po­ra­nei del­la fra­gi­li­tà. Eppu­re pro­prio la fra­gi­li­tà ci indi­ca i valo­ri che dan­no un sen­so all’e­si­sten­za. Come emer­ge dal dia­lo­go tra un mae­stro del­la psi­chia­tria e un eclet­ti­co socio­lo­go, rico­no­scer­si fra­gi­li, insi­cu­ri, malin­co­ni­ci, è la pre­mes­sa per ritro­va­re quel­lo slan­cio comu­ni­ta­rio rige­ne­ra­to­re che solo ci met­te in con­tat­to con noi stes­si e con il mon­do aper­to degli altri.