test-depressione.jpg

Solo in alcu­ni casi la malat­tia può esse­re sca­te­na­ta da un even­to sin­go­lo, la depres­sio­ne spes­so col­pi­sce per­so­ne che pri­ma si sen­ti­va­no bene, ma all’improvviso si sono tro­va­te di fron­te a un lut­to fami­glia­re o a una gra­ve malat­tia. In altri casi sono i cam­bia­men­ti del siste­ma ner­vo­so che influen­za­no l’umore e cau­sa­no la depres­sio­ne. A vol­te le per­so­ne mol­to stres­sa­te, come ad esem­pio chi si pren­de cura degli anzia­ni, dei bam­bi­ni o dei mala­ti, pos­so­no sen­tir­si depres­se. Altre per­so­ne, infi­ne, cado­no in depres­sio­ne sen­za un moti­vo pre­ci­so. A vol­te, inve­ce, la depres­sio­ne è una con­se­guen­za di una malat­tia gra­ve, come ad esem­pio: un tumo­re, il dia­be­te, le malat­tie car­dia­che, gli attac­chi car­dia­ci o il mor­bo di Par­kin­son. In que­ste per­so­ne, la cau­sa che sca­te­na la depres­sio­ne è la pre­oc­cu­pa­zio­ne per l’impatto del­la malat­tia sul­le loro vite. Potreb­be­ro sen­tir­si stan­chi e non in gra­do di affron­ta­re qual­co­sa che li ren­de tri­sti. La tera­pia per la depres­sio­ne potrà aiu­tar­li a gesti­re i sin­to­mi depres­si­vi e miglio­ra­re la qua­li­tà del­la vita. Anche il fat­to­re gene­ti­co gio­ca un ruo­lo impor­tan­te. Alcu­ne ricer­che dimo­stra­no che la depres­sio­ne può esse­re ere­di­ta­ria. I figli di geni­to­ri depres­si potreb­be­ro esse­re più a rischio di depres­sio­ne. La depres­sio­ne, inol­tre, è una malat­tia che ten­de a esse­re ricor­ren­te, quin­di mol­ti anzia­ni che sono sta­ti depres­si in pas­sa­to saran­no più a rischio.

Sintomi

Come si fa a capi­re quan­do qual­co­sa non va ed è neces­sa­rio far­si aiu­ta­re? Dopo­tut­to è natu­ra­le che ci si tro­vi ad affron­ta­re pro­ble­mi nel­la vita che potreb­be­ro ren­de­re tri­ste chiun­que: for­se vi tro­va­te ad affron­ta­re la mor­te del vostro coniu­ge o di un ami­co, for­se per voi è sta­to dif­fi­ci­le abi­tuar­vi ad un gros­so cam­bia­men­to nel­la vostra vita oppu­re vi sen­ti­te soli. O maga­ri ave­te una malat­tia cro­ni­ca e sie­te mol­to pre­oc­cu­pa­ti. Oppu­re, anco­ra, potre­ste sen­tir­vi come se ave­ste per­so il con­trol­lo del­la vostra vita.

Se sof­fri­te di depres­sio­ne mag­gio­re e non vi cura­te, que­sta potreb­be con­ti­nua­re per set­ti­ma­ne, mesi o addi­rit­tu­ra anni. Ecco un elen­co dei sin­to­mi più fre­quen­ti del­la depres­sio­ne. Se alcu­ni di essi fan­no par­te del­la vostra espe­rien­za e dura­no da più di due set­ti­ma­ne, vi con­si­glia­mo di anda­re dal medi­co.

  • Sen­sa­zio­ne di “vuo­to”, tri­stez­za con­ti­nua e ansia,
  • Stan­chez­za, man­can­za di ener­gia,
  • Per­di­ta di inte­res­se o di pia­ce­re per le atti­vi­tà quo­ti­dia­ne (com­pre­so il ses­so),
  • Distur­bi del son­no, come ad esem­pio: pro­ble­mi ad addor­men­tar­si, risve­glio di mat­ti­na mol­to pre­sto ed ecces­si­va voglia di dor­mi­re,
  • Appe­ti­to mag­gio­re o mino­re del soli­to,
  • Pian­to fre­quen­te o ecces­si­vo,
  • Dolo­ri e distur­bi che non scom­pa­io­no nem­me­no dopo esse­re cura­ti,
  • Dif­fi­col­tà di con­cen­tra­zio­ne o di memo­ria; inca­pa­ci­tà di pren­de­re deci­sio­ni,
  • Sen­si di col­pa; sen­tir­si impo­ten­ti, inu­ti­li o sen­za spe­ran­za,
  • Irri­ta­bi­li­tà,
  • Pen­sie­ri di mor­te o fan­ta­sie sui­ci­de; ten­ta­to sui­ci­dio.

Se sie­te un fami­glia­re, un ami­co o il medi­co di una per­so­na a rischio, fate mol­ta atten­zio­ne ai sin­to­mi. A vol­te la depres­sio­ne può nascon­der­si die­tro un vol­to sor­ri­den­te, una per­so­na depres­sa che vive da sola può appa­ri­re sol­le­va­ta se qual­cu­no smet­te di salu­tar­la. I sin­to­mi potreb­be­ro sem­bra­re scom­par­si, ma se una per­so­na è mol­to depres­sa, ten­do­no a ricom­pa­ri­re.

I segna­li di allar­me non van­no sot­to­va­lu­ta­ti: se non vie­ne cura­ta la depres­sio­ne gra­ve può por­ta­re al sui­ci­dio. Fate atten­zio­ne se qual­cu­no, indi­pen­den­te­men­te dall’età, dice di sen­tir­si depres­so oppu­re che gli altri non lo pren­do­no sul serio. Quel­la per­so­na potreb­be esse­re dav­ve­ro in cer­ca d’aiuto.

Cura e terapia

Il medi­co o lo spe­cia­li­sta spes­so pos­so­no cura­re effi­ca­ce­men­te la depres­sio­ne. A secon­da del pazien­te si rive­la­no effi­ca­ci diver­se tera­pie: ad esem­pio i grup­pi di auto aiu­to pos­so­no inse­gna­re nuo­ve moda­li­tà di inter­ven­to o pos­so­no for­nir­vi un sup­por­to ester­no se vi tro­va­te ad affron­ta­re un cam­bia­men­to pro­fon­do del­la vostra vita, allo stes­so modo pos­so­no rive­lar­si uti­li diver­se for­me di sup­por­to psi­co­lo­gi­co. Esi­sto­no meto­di che vi potreb­be­ro aiu­ta­re a pen­sa­re in modo più posi­ti­vo: for­se sie­te cadu­ti in depres­sio­ne per­ché con­ti­nua­va­te a pen­sa­re ai fat­ti tri­sti del­la vostra vita e a ciò che ave­te per­so. Un altro meto­do vi per­met­te di miglio­ra­re le rela­zio­ni con gli altri per dar­vi mag­gio­re fidu­cia nel futu­ro.

Per gua­ri­re, o anche solo per sen­tir­si meglio, ci vuo­le tem­po, ma se vi fate aiu­ta­re dagli altri e dal­la cura scel­ta ogni gior­no fare­te un pas­so ver­so la
gua­ri­gio­ne.

Anche i far­ma­ci anti­de­pres­si­vi pos­so­no aiu­tar­vi. Que­sti far­ma­ci pos­so­no miglio­rar

  • l’umore,
  • il son­no,
  • l’appetito,
  • la con­cen­tra­zio­ne.

In com­mer­cio esi­sto­no diver­si tipi di anti­de­pres­si­vi, ma la tera­pia con alcu­ni di essi deve dura­re alme­no 12 set­ti­ma­ne per fare effet­to. Ricor­da­te infi­ne che il medi­co potreb­be far­vi con­ti­nua­re la tera­pia per sei mesi o più oltre la scom­par­sa dei sin­to­mi.

Alcu­ni anti­de­pres­si­vi pos­so­no cau­sa­re effet­ti col­la­te­ra­li, però quel­li di ulti­ma gene­ra­zio­ne han­no meno con­tro­in­di­ca­zio­ni. Per evi­ta­re i pro­ble­mi biso­gne­reb­be usa­re tut­ti gli anti­de­pres­si­vi esat­ta­men­te come pre­scrit­to e ricor­da­te che:

  • Il medi­co deve sape­re tut­ti i far­ma­ci che sta­te assu­men­do, sia­no essi con obbli­go di ricet­ta, da ban­co, inte­gra­to­ri vita­mi­ni­ci o erbo­ri­sti­ci.
  • Il medi­co dovreb­be anche esse­re a cono­scen­za di tut­ti gli even­tua­li pro­ble­mi fisi­ci di cui sof­fri­te.
  • Pren­de­te gli anti­de­pres­si­vi nel­la dose giu­sta e all’orario giu­sto.

Se dopo aver pro­va­to diver­se tera­pie sie­te anco­ra mol­to depres­si potreb­be esser­vi pro­po­sta la tera­pia elet­tro­con­vul­si­va (più nota come elet­tro­shock), tut­ta­via il mon­do scien­ti­fi­co non è al momen­to di pare­re uni­for­me su que­sto approc­cio.

I fami­glia­ri e gli ami­ci pos­so­no gio­ca­re un ruo­lo impor­tan­te duran­te la tera­pia. Pote­te aiu­ta­re il vostro paren­te o il vostro ami­co a segui­re cor­ret­ta­men­te la cura, se neces­sa­rio pote­te esse­re voi a pren­de­re gli appun­ta­men­ti o a por­ta­re il mala­to dal medi­co, dal­lo spe­cia­li­sta o alle riu­nio­ni del grup­po di sup­por­to.

Sia­te pazien­ti e com­pren­si­vi. Chie­de­te al vostro fami­glia­re o al vostro ami­co di usci­re con voi o di ritor­na­re a svol­ge­re le atti­vi­tà che pri­ma del­la malat­tia gli pia­ce­va­no. Inco­rag­gia­te la per­so­na ad esse­re atti­va ed occu­pa­ta, ma non pre­ten­de­te che fac­cia trop­pe cose con­tem­po­ra­nea­men­te.

Prevenzione

Che cosa si può fare per dimi­nui­re il rischio di depres­sio­ne? Cosa si può fare per supe­rar­la? Ecco alcu­ni con­si­gli che sareb­be oppor­tu­no segui­re.

  • Cer­ca­te di pre­pa­rar­vi ai gran­di cam­bia­men­ti del­la vita, come ad esem­pio alla pen­sio­ne o al tra­slo­co dal­la casa in cui ave­te vis­su­to per mol­ti anni. Un modo per tener­si pron­ti è quel­lo di col­ti­va­re le ami­ci­zie nel cor­so degli anni. Gli ami­ci aiu­ta­no a com­bat­te­re la soli­tu­di­ne se si rima­ne vedo­vi o soli.
  • Pote­te anche dedi­car­vi a un qual­che hob­by, i pas­sa­tem­pi pos­so­no aiu­tar­vi a tene­re atti­va la men­te e il cor­po.
  • Non per­de­te i con­tat­ti con la vostra fami­glia. Fate­vi aiu­ta­re dai vostri paren­ti quan­do vi sen­ti­te mol­to tri­sti.
  • Se vi tro­va­te ad affron­ta­re qual­co­sa di vera­men­te fati­co­so, cer­ca­te di spez­zar­lo in lavo­ri più pic­co­li che sono più faci­li da por­ta­re a ter­mi­ne.
  • Anche l’esercizio fisi­co rego­la­re può con­tri­bui­re a pre­ve­ni­re la depres­sio­ne o a miglio­ra­re il vostro umo­re se vi sen­ti­te depres­si. Gli eser­ci­zi fisi­ci mode­ra­ti, come le pas­seg­gia­te, pos­so­no far bene alle per­so­ne anzia­ne che sof­fro­no di depres­sio­ne, sia dal pun­to di vista fisi­co sia da quel­lo men­ta­le. Anche il giar­di­nag­gio, il bal­lo e il nuo­to sono effi­ca­ci. Sce­glie­te un’attività fisi­ca che vi pia­ce: ini­zia­te maga­ri con 10–15 minu­ti al gior­no poi, se pote­te, aumen­ta­te il tem­po da dedi­car­vi. Se si è in for­ma e si segue una die­ta bilan­cia­ta si pos­so­no pre­ve­ni­re le malat­tie che pos­so­no cau­sa­re disa­bi­li­tà o depres­sio­ne.