Servizio RAI sulla Depressione e l’utilizzo di farmaci

Il 23 febbraio 2014 la rubrica Medicina33 a cura del TG2 ha trasmesso un interessante intervento del Prof. Igor Branchi dell’Istituto Superiore di Sanità.

Per la cura del­la depres­sio­ne sono dispo­ni­bi­li nume­ro­sis­si­me cure; in gene­re, per otte­ne­re una gua­ri­gio­ne in tem­pi più bre­vi, il pazien­te vie­ne sot­to­po­sto a trat­ta­men­ti incro­cia­ti, vale a dire basa­ti sia sul­l’ap­proc­cio psi­co­te­ra­pi­co, sia con l’u­ti­liz­zo di far­ma­ci. Chia­ra­men­te, per allon­ta­na­re la malat­tia, il pazien­te che ne è affet­to deve ave­re for­za di volon­tà e col­la­bo­ra­re, cer­can­do di guar­da­re ciò che lo cir­con­da secon­do un’ot­ti­ca diver­sa, miglio­re: così facen­do, il mala­to può otte­ne­re risul­ta­ti posi­ti­vi in tem­pi più ristret­ti.
La depres­sio­ne costi­tui­sce una con­di­zio­ne pato­lo­gi­ca ete­ro­ge­nea e mul­ti­fat­to­ria­le, per­ciò la scel­ta di un far­ma­co inve­ce di un altro, e di uno spe­cia­li­sta piut­to­sto che un altro, dipen­de essen­zial­men­te dal­la gra­vi­tà del­la con­di­zio­ne.