Le per­so­ne ten­do­no gene­ral­men­te a vede­re l’a­do­le­scen­za come un perio­do di con­fu­sio­ne, ric­co di cam­bia­men­ti d’u­mo­re e d’in­ten­si even­ti emo­ti­vi.
In effet­ti, gli ado­le­scen­ti, avvi­ci­nan­do­si all’e­tà adul­ta, affron­ta­no diver­se nuo­ve sfi­de e pres­sio­ni socia­li e alcu­ni vivo­no con dif­fi­col­tà que­sta fase di tran­si­zio­ne.
Mol­ti, com­pre­si gli esper­ti, era­no soli­ti una vol­ta, mini­miz­za­re que­sti cam­bia­men­ti d’u­mo­re e del com­por­ta­men­to, giu­di­can­do­li mani­fe­sta­zio­ni nor­ma­li del­l’a­do­le­scen­za, “una fase” da supe­ra­re per cre­sce­re.
C’è tut­ta­via un nume­ro sem­pre cre­scen­te di pro­ve che dimo­stra­no che tali pro­ble­mi non sono sem­pre un aspet­to nor­ma­le del pro­ces­so di cre­sci­ta.
Per mol­ti ado­le­scen­ti, sin­to­mi come la man­can­za di gio­ia, la con­fu­sio­ne, l’i­so­la­men­to, il rite­ner­si incom­pre­so e mani­fe­sta­re un atteg­gia­men­to ribel­le pos­so­no esse­re indi­ce di un distur­bo del­l’u­mo­re.
Gli stu­dio­si affer­ma­no che gli ado­le­scen­ti pos­so­no amma­lar­si di depres­sio­ne quan­to gli adul­ti. A tut­te le età, la depres­sio­ne è una con­di­zio­ne che dovreb­be esse­re pre­sa sul serio, per­ché si accom­pa­gna a gran sof­fe­ren­za e può inter­fe­ri­re signi­fi­ca­ti­va­men­te con la vita d’o­gni gior­no, con il fun­zio­na­men­to socia­le e il benes­se­re gene­ra­le.
Nei casi più gra­vi, la depres­sio­ne può por­ta­re al sui­ci­dio e pur­trop­po, negli ulti­mi 30 anni, la per­cen­tua­le di sui­ci­di tra i gio­va­ni è pro­gres­si­va­men­te aumen­ta­ta, sen­za con­ta­re le mor­ti dovu­te a com­por­ta­men­ti a rischio con valen­za sui­ci­da­ria.
Per for­tu­na la depres­sio­ne ado­le­scen­zia­le rispon­de effi­ca­ce­men­te agli inter­ven­ti tera­peu­ti­ci: que­sti però non sono sem­pre mes­si in atto per­ché la malat­tia spes­so non è rico­no­sciu­ta.
Geni­to­ri, inse­gnan­ti, medi­ci e chiun­que sia vici­no ai gio­va­ni dovreb­be fare uno sfor­zo per rico­no­sce­re la depres­sio­ne ed inter­ve­ni­re quan­do neces­sa­rio.
Se cre­di di cono­sce­re un gio­va­ne che stia sof­fren­do di depres­sio­ne, sei nel­la con­di­zio­ne di poter­lo aiu­ta­re. E’ raro, infat­ti, che un ado­le­scen­te rico­no­sca d’es­se­re depres­so, per­ché i gio­va­ni pos­so­no mostrar­si rilut­tan­ti a comu­ni­ca­re ad altri le loro sen­sa­zio­ni di tri­stez­za e le loro emo­zio­ni.

(fon­te: www.psichiatriabrescia.it)

Un por­to per noi può aiu­tar­ti a rico­no­sce­re i mol­ti segni e sin­to­mi del­la depres­sio­ne gio­va­ni­le, soprat­tut­to quel­li che pos­so­no esse­re “nasco­sti” è dif­fi­cil­men­te iden­ti­fi­ca­bi­li.
Inol­tre, la nostra asso­cia­zio­ne vuo­le offri­re inco­rag­gia­men­to, visto che la depres­sio­ne è cura­bi­le e che poco dopo l’i­ni­zio del­la cura, il gio­va­ne depres­so potrà esse­re in gra­do di vede­re la vita con una luce di spe­ran­za.