Un tuo familiare soffre di depressione?

Quando il membro di un gruppo si ammala, il suo malessere riguarda e coinvolge l’intero gruppo.

Untitled-1A tale rego­la non sfug­ge il grup­po “fami­glia” quan­do un suo com­po­nen­te si amma­la di depres­sio­ne o ansia. La sof­fe­ren­za del­la per­so­na mala­ta agi­sce come onda d’urto nel con­te­sto in cui l’individuo è inse­ri­to… la sof­fe­ren­za di un figlio, di una madre, di un padre coin­vol­ge — e scon­vol­ge al tem­po stes­so — l’intero nucleo fami­lia­re.

Chi vive a stret­to con­tat­to con un depres­so si tro­va spes­so in dif­fi­col­tà, non sa come affron­ta­re la situa­zio­ne e sof­fre qua­si quan­to la per­so­na mala­ta. Gli diven­ta dif­fi­ci­le sce­glie­re il com­por­ta­men­to adat­to, rischia di tur­ba­re il con­giun­to pur volen­do­lo ras­si­cu­ra­re o depri­mer­lo pur inten­den­do con­for­tar­lo. Per que­sto ven­go­no in vostro aiu­to i grup­pi soste­gno fami­lia­ri.

Un por­to per Noi dedi­ca uno spa­zio di ascol­to a chi sta vici­no alle per­so­ne mala­te. La nostra psi­co­te­ra­peu­ta Patri­zia Ami­ci incon­tra, in pic­co­li grup­pi, colo­ro che sen­to­no la neces­si­tà di con­di­vi­de­re con altri le dif­fi­col­tà pre­sen­ti nel rap­por­to con un fami­lia­re depres­so e le con­si­de­ra­zio­ni che seguo­no con­si­sto­no nell’elaborazione dei con­te­nu­ti emer­si duran­te tali incon­tri.

[box]Per info sui Grup­pi Soste­gno Fami­lia­ri:
Dott.ssa Ami­ci 340 3463181[/box]

Gli incon­tri sono in pri­mo luo­go uno spa­zio d’accoglienza e di scam­bio tra sof­fe­ren­ze diver­se che desi­de­ra­no dia­lo­ga­re e con­fron­tar­si. Ciò che spin­ge i fami­lia­ri a par­te­ci­pa­re ai grup­pi di soste­gno, è il biso­gno d’informazioni e la ricer­ca di rispo­ste, oltre che il desi­de­rio di con­di­vi­sio­ne e di soste­gno. Ven­go­no agli incon­tri per un figlio, un geni­to­re, il coniu­ge, una sorel­la, un ami­co o il part­ner. A vol­te si pre­sen­ta­no in due o tre per la stes­sa per­so­na. Rac­con­ta­no sto­rie di ten­ta­ti­vi di cura pre­ce­den­ti o in cor­so, ma anche di dif­fi­col­tà nell’identificare i pro­fes­sio­ni­sti cui rivol­ger­si. Chie­do­no infor­ma­zio­ni sul­la pato­lo­gia dia­gno­sti­ca­ta, la sin­to­ma­to­lo­gia, l’efficacia dei far­ma­ci. Espri­mo­no pre­oc­cu­pa­zio­ne per la dura­ta del­le cure, spes­so spa­ven­ta­ti se la remis­sio­ne dei sin­to­mi appa­re len­ta, se si veri­fi­ca­no rica­du­te, se la gua­ri­gio­ne tar­da ad arri­va­re.

Con i Grup­pi Soste­gno Fami­lia­ri la Dot­to­res­sa Ami­ci, cer­ca di rispon­de­re a tut­te le doman­de e i dub­bi che assal­go­no i fami­lia­ri di chi sof­fre e for­nen­do soste­gno e il “giu­sto” com­por­ta­men­to da segui­re per sta­re accan­to al fami­lia­re e accom­pa­gnar­lo nel per­cor­so che gli con­sen­ti­rà di usci­re da quel tun­nel oscu­ro di cui non sem­bra esser­ci usci­ta.

Cosa dire:

“La depres­sio­ne è una malat­tia cura­bi­le… è però neces­sa­rio rivol­ger­si ad uno spe­cia­li­sta”
“Anche se ades­so ti sem­bra un tun­nel sen­za via di usci­ta, il rime­dio c’è e, con le cure ade­gua­te, se ne può usci­re nel giro di poche set­ti­ma­ne”
“Non puoi pun­ta­re sul­la volon­tà per supe­ra­re que­sta fase: è neces­sa­rio un aiu­to ester­no che ti met­ta in con­di­zio­ni di recu­pe­ra­re le tue ener­gie vita­li”
“Non devi sen­tir­ti in col­pa se non rie­sci a fare quel­lo che fai di soli­to: per ades­so è così, ma è sicu­ro che, quan­do la depres­sio­ne sarà scom­par­sa, tor­ne­rai ad esse­re quel­lo di pri­ma”
“E’ solo una situa­zio­ne tran­si­to­ria: con le cure ade­gua­te, que­sta con­di­zio­ne è desti­na­ta a miglio­ra­re fino a scom­pa­ri­re del tut­to”

Cosa non dire:

“Cer­ca di tirar­ti su… in fon­do tut­ti han­no dei pro­ble­mi… biso­gna rim­boc­car­si le mani­che”
“Devi sfor­zar­ti, devi met­ter­ce­la tut­ta… con un po’ di buo­na volon­tà, ce la puoi fare”
“ E’ solo un pro­ble­ma di pigri­zia… in fon­do ti fa como­do sta­re lì e non fare nul­la”
“Sei tu che non vuoi fare, non vuoi pro­va­re, non vuoi col­la­bo­ra­re”
“Non c’è nes­su­no che può aiu­tar­ti… devi far­ce­la da solo”
“Non c’è biso­gno di medi­ci né di medi­ci­ne… è solo un pro­ble­ma di buo­na volon­tà”
“Sei un egoi­sta, pen­si solo a te stes­so, non pen­si a noi che stia­mo male nel veder­ti sta­re così”