Il mal di vivere - snoopy

Mal di vivere…

Ho trovato postato questo scritto su Facebook l’ho trovato splendido e lo voglio condividere con voi. Lasciate pure i vostri commenti mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, dello scritto e di quello che dice.

 

 

Il mal di vive­re, oggi è radi­ca­to in noi esse­ri uma­ni, più di quan­to si pos­sa imma­gi­na­re, le vit­ti­me più indi­fe­se sono i gio­va­nis­si­mi e colo­ro che attra­ver­sa­no fasi come meno­pau­sa per le don­ne, andro­pau­sa per gli uomi­ni, e non dimen­ti­chia­mo gli anzia­ni, che spes­so sono lascia­ti soli nel­la loro inte­rio­ri­tà.

Mi tor­na in men­te una pub­bli­ci­tà di mol­ti anni fa che dice­va: basta pren­de­re una pil­lo­la e tut­to va giù, già spes­so il mal di vive­re, è un sin­to­mo di una depres­sio­ne che è laten­te o sta per scop­pia­re.

Ma non è così sem­pli­ce, come può sem­bra­re, una pil­lo­la non basta a far­ti sen­ti­re di nuo­vo bene, o vivo e pie­no di gio­ia di vive­re, può miglio­ra­re il tuo umo­re, e cer­to ti aiu­te­rà nel­le fasi peg­gio­ri, ma il male di vive­re è anche un urlo del­l’a­ni­ma, che ti avver­te che sta moren­do di fame, che sta moren­do di sof­fe­ren­za, di ama­rez­za, è un distac­co pro­fon­do dal­l’es­se­re spi­ri­tua­le che non rie­sce più a tra­sfe­ri­re l’e­ner­gia uni­ver­sa­le sul­la per­so­na che si è chiu­sa in un tom­bi­no sen­za via d’u­sci­ta.

Non sia­mo com­po­sti di sola car­ne, non abbia­mo neces­si­tà solo di sod­di­sfa­zio­ni mate­ria­li, non sia­mo solo del­le iden­ti­tà con nome e cogno­me, sia­mo mol­to di più, ma spes­so lo dimen­ti­chia­mo. I model­li di vita che si pre­sen­ta­no a noi di bel­lez­za fisi­ca, di feli­ci­tà, non sono una real­tà per tut­ti, c’è chi è mala­to, chi è solo, chi è tal­men­te stan­co da non far­ce­la più, tan­to, da non riu­sci­re nem­me­no a chie­de­re aiu­to, ma chi se accor­ge? ognu­no è chiu­so nel pro­prio boz­zo­lo, ed il dono del­l’em­pa­tia, vie­ne sem­pre più disprez­za­to e allo­ra?

Allo­ra, andia­mo pure da un bra­vo psi­co­lo­go, ma ricor­dia­mo che la chia­ve di acces­so per entra­re nel nostro esse­re, l’ab­bia­mo solo noi, gli altri pos­so­no solo diven­ta­re del­le fine­stre alle qua­li affac­ciar­si per vede­re che il sole esi­ste, la vera cura è alza­re gli occhi al cie­lo, non trat­te­ne­re le lacri­me, accet­tar­ci per ciò che sia­mo, uni­ci e irri­pe­ti­bi­li e pre­zio­si, anche se non abbia­mo capi­to anco­ra qua­l’è la nostra mis­sio­ne, anche se ci sem­bra di esse­re inu­ti­li, incom­pre­si e mes­si in dispar­te.

Il mal di vive­re non è un nemi­co da scon­fig­ge­re, ma una cri­si, un ter­re­mo­to den­tro di noi, che ci avver­te che nul­la potrà esse­re come pri­ma, che occor­re anda­re oltre, cono­sce­re altre real­tà, ave­re il corag­gio di sop­por­ta­re il sen­so di vuo­to, che ci assa­le, la vita è pie­na di mira­co­li, ma anche di tan­te fati­co­se sali­te, di dolo­ri improv­vi­si, di delu­sio­ni, ma a deca­de­re, sono solo le nostre illu­sio­ni, non noi.

Curia­mo il nostro mal di vive­re, pren­den­do anche la pil­lo­la, andan­do per­chè no, dal­lo psi­co­lo­go, ma soprat­tut­to nutren­do il nostro spi­ri­to, cer­can­do un filo diret­to con lui, che ne sa una più del dia­vo­lo, e sapre­mo che tut­to è cir­co­la­re, che in ogni luo­go ed in ogni ato­mo c’è vita, e anche gio­ia, che nul­la si distrug­ge, ma tut­to si tra­sfor­ma, noi com­pre­si.