Danza contro la depressione e per avere un’autostima maggiore

Ha una potente azione anti-age, nei bambini affina le funzioni psicomotorie e facilita l’apprendimento, negli adulti brucia calorie e tonifica il corpo. Ma soprattutto appassiona e diverte tutti

Di studi sugli effetti benefici della danza ce ne sono centinaia, ma è di soli pochi giorni fa il primo che ha voluto indagare su quali potevano essere gli effetti prodotti da questa disciplina sportiva sul malessere psicosomatico tanto diffuso nell’età adolescenziale. I ricercatori dell’ospedale universitario di Örebro, in Svezia, coordinati da Anna Duberg, docente di kinesiterpia e insegnante di danza, per riuscirci, hanno arruolato 112 ragazze, tra i 13 e 19 anni, che avevano cercato consulenza medica all’infermeria della propria scuola, perché ansiose, depresse, stanche e con ricorrenti mal di testa e dolori alla schiena. La metà del gruppo ha seguito un programma di danza, mentre le altre, proseguendo le loro abituali attività, hanno rappresentato il gruppo di controllo. Il corso di danza (contemporanea, africana, moderna o jazz) si è tenuto per otto mesi due volte la settimana, seguendo uno programma standard: 15 minuti di riscaldamento, 40 minuti di danza, stretching, massaggio e rilassamento. In ogni lezione vi era anche uno spazio per la libera espressione, con coreografie ideate dalle stesse ragazze. Regolarmente, inoltre, le studentesse dovevano compilare un particolareggiato questionario, riguardante la propria autovalutazione sui sintomi in precedenza evidenziati. Ebbene, al termine della sperimentazione i dati emersi hanno evidenziato che lo stato di salute fisico e mentale delle ragazze era migliorato e che per il 91% di loro l’esperienza era stata molto interessante e certamente da proseguire. Nelle partecipanti è stata soprattutto evidenziata una maggiore autostima, una superiore capacità di affrontare i problemi quotidiani, una migliore condizione fisica e atletica. In definitiva, secondo lo studio svedese, pubblicato su Archives Of Pediatrics Adolescent Medicine, la pratica regolare della danza è una positiva strategia per la prevenzione e il trattamento del malessere generalizzato e della depressione nelle giovani generazioni.

Danza contro la depressione

Danza…
contro la depressione e per aumentare la propria Autostima

La TANGOTERAPIA – Ma le funzioni terapeutiche del ballo, come già detto, non finiscono qui, tant’è che sulla base dei numerosi studi scientifici già effettuati in tutto il mondo il Reparto di Riabilitazione Specialistica dell’Ospedale San Giuseppe di Milano ha introdotto, nel mese di ottobre 2012, nei protocolli clinici per i percorsi di riabilitazione di diverse malattie, quali Morbo di Parkinson, sclerosi multipla, esiti di ictus, disturbi dell’equilibrio neurogeni e patologie croniche respiratorie la ‘tangoterapia’, con due sessioni settimanali di 45 minuti l’una. Ma perché proprio il tango? I medici lombardi hanno motivato questa scelta con due argomentazioni: la specifica componente musicale di questo ballo, caratterizzata da percussioni medio-basse in grado di attivare contemporaneamente le aree cerebrali che sovrintendono alla coordinazione motoria, all’equilibrio, alle emozioni e alla memoria, e la grande creatività della parte strettamente motoria, che favorisce sia un maggiore controllo della corporeità, sia la neuroplasticità, ossia quell’insieme di meccanismi di attivazione reciproca delle cellule nervose, attraverso i quali riusciamo a mantenere più reattivo e sano il nostro cervello. Aspetto affatto trascurabile, poiché è stato ampiamente dimostrato che la nostra maggiore ricchezza cognitiva non dipende dal numero di neuroni, che con l’avanzare dell’età fatalmente si riducono, quanto dal numero delle connessioni.

GUARIRE A PASSO DI DANZA – Il ballo, dall’Istituto di Scienza dello Sport del Coni tempo fa equiparato per il suo impegno fisico ad altre attività sportive, quali ad esempio corsa e ciclismo, possiede nelle sue differenti e innumerevoli espressioni proprietà che vanno ben oltre l’aspetto strettamente aerobico. In pratica, non solo tonifica la muscolatura, aumenta la capacità cardio-respiratoria e brucia calorie, ma può prevenire e curare diverse patologie. Ad esempio, per i ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine di New York chi balla il Foxtrot riduce il rischio di ammalarsi di Alzheimer. Per la Caledonian University di Glasgow con la danza scozzese si aumenta la densità ossea e per il National Institute of Cardiology Ignacio Chavez di Mexico City la salsa e il merengue sono dei veri e propri balli ‘salvacuore’, in grado di portare, se praticati con regolarità, maggiori benefici della cyclette o della ginnastica aerobica. Infine, secondo una ricerca della Sinclair School of Nursing dell’Università del Missouri la danzaterapia secondo il metodo ‘The Lebed’, che incorpora passi di danza a basso impatto, migliora l’autonomia e la qualità di vita delle persone anziane, aumentandone forza, agilità, equilibrio e stabilità emotiva.

Fonte: gazzetta.it