Quello che segue l’ho letto su facebook, mi ha colpito molto e lo voglio dividere con voi.
Alfio

E’ mor­to nel repar­to geria­tri­co di una casa di cura in un pae­se di cam­pa­gna austra­lia­na , si cre­de­va che nul­la di valo­re egli aves­se potu­to lascia­re.
Più tar­di, le infer­mie­re siste­man­do i suoi pochi ave­ri , tro­va­ro­no que­sta poe­sia. La qua­li­tà ed il con­te­nu­to impres­sio­na­ro­no­lo staff che vol­le far­ne tan­te copie da distri­bui­re agli infer­mie­ri di tut­to l’o­spe­da­le. Un’in­fer­mie­ra di Mel­bour­ne vol­le che una copia del­la poe­sia com­pa­ris­se nel­le edi­zio­ni di Nata­le del­le rivi­ste di tut­to il pae­se come uni­co lasci­to di que­sto vec­chio per i poste­ri e facen­do in modo che figu­ras­se su tut­te le rivi­ste per la salu­te men­ta­le.
E’ sta­ta anche fat­ta una rac­col­ta di imma­gi­ni dedi­ca­ta a que­sta sem­pli­ce ma elo­quen­te poe­sia.
E così que­sto vec­chio, che nul­la pare­va potes­se dare al mon­do, ora è l’au­to­re di que­sta poe­sia “ano­ni­ma” che vola attra­ver­so la rete inter­net.

” Cran­ky ” — uomo vec­chio .….

Cosa vedi infer­mie­ra ? … Cosa vede­te ?
Che cosa stai pen­san­do men­tre mi guar­di ?
” Un pove­ro vec­chio ” .… non mol­to sag­gio …
con lo sguar­do incer­to ed occhi lon­ta­ni …
Che schi­va il cibo .… e non da rispo­ste .…
.…. e che quan­do pro­vi a dir­gli a voce alta :
.… ” alme­no assag­gia ” !!!
sem­bra nul­la gli impor­ti di quel­lo che fai per lui .…
Uno che per­de sem­pre il cal­zi­no o la scar­pa .…
.… che ti resi­ste, non per­met­ten­do­ti di occu­par­ti di lui .…
per far­gli il bagno , per ali­men­tar­lo …
e la gior­na­ta divie­ne lun­ga .…

Ma cosa stai pen­san­do ? .… E cosa vedi ??
.… Apri gli occhi infer­mie­ra !! .…
per­chè tu non sem­bri dav­ve­ro inte­res­sa­ta a me .…
Ora ti dirò chi sono .… men­tre me ne stò anco­ra sedu­to quì
a rice­ve­re le tue atten­zio­ni … lascian­do­mi imboc­ca­re per com­pia­cer­ti.
” Io sono un pic­co­lo bam­bi­no di die­ci anni con un padre
ed una madre ,
Fra­tel­li e sorel­le che si voglion bene .…
Sono un ragaz­zo di sedi­ci anni con le ali ai pie­di .…
che sogna pre­sto di incon­tra­re l’a­mo­re .…
A ven­t’an­ni sono già spo­so … il mio cuo­re bat­te for­te .…
giu­ran­do di man­te­ner fede alle sue pro­mes­se .…
A ven­ti­cin­que .…ho già un figlio mio .…
che ha biso­gno di me e di un tet­to sicu­ro ,
di una casa feli­ce in cui cre­sce­re.
Sono già un uomo di tren­t’an­ni e mio figlio è cre­sciu­to .… velo­ce­men­te, sia­mo mol­to lega­ti uno all’al­tro da un sen­ti­men­to
che dovreb­be dura­re nel tem­po.
Ho poco più di qua­ran­t’an­ni, mio figlio ora è un adul­to
e se ne và, ma la mia don­na mi stà accan­to .…
per con­so­lar­mi affin­chè io non pian­ga.
A poco più di cin­quan­t’an­ni … i bam­bi­ni mi gio­ca­no attor­no
alle ginoc­chia .….
Anco­ra una vol­ta , abbia­mo con noi dei bam­bi­ni io
e la mia ama­ta..
Ma arri­va­no pre­sto gior­ni bui .… mia moglie muo­re .….
.… guar­dan­do al futu­ro rab­bri­vi­di­sco con ter­ro­re .…
Abbia­mo alle­va­to i nostri figli e poi loro ne han­no alle­va­ti dei pro­pri.
.…. e così pen­so agli anni vis­su­ti … all’a­mo­re che ho cono­sciu­to.
Ora sono un uomo vec­chio … e la natu­ra è cru­de­le.
Si trat­ta di affron­ta­re la vec­chia­ia … con lo sguar­do di un paz­zo.
Il cor­po len­ta­men­te si sbri­cio­la …
gra­zia e vigo­re mi abban­do­na­no.
Ora c’è una pie­tra … dove una vol­ta ospi­ta­vo un cuo­re.
Ma all’in­ter­no di que­sta vec­chia car­cas­sa un gio­va­ne
uomo vive anco­ra .…
e così di nuo­vo il mio cuo­re mar­to­ria­to si gon­fia .…
Mi ricor­do le gio­ie … ricor­do il dolo­re.
Io vor­rei ama­re, ama­re e vive­re anco­ra .…
ma gli anni che resta­no son pochis­si­mi .…
tut­to è sci­vo­la­to via .…. velo­ce !!!
E devo accet­ta­re il fat­to che nien­te può dura­re .….

Quin­di apri­te gli occhi gen­te .… apri­te­li e guar­da­te .…
.… ” Non un uomo vec­chio ” .….
avvi­ci­na­te­vi meglio e … vede­te ME !!!